giovedì 24 dicembre 2009

domenica 13 dicembre 2009

NO, QUESTO NO!


Condanniamo nella maniera più forte la miserabile ed ignobile aggressione al Presidente Berlusconi. Non siamo stati mai certamente teneri nei suoi confronti e le nostre posizioni spesso sono contrarie alla sua linea politica. Riteniamo che l'imbarbarimento della politica sia arrivato ad un punto di esasperazione tale da alimentare una campagna di odio politico insopportabile. Siamo contrari a qualsiasi forma di violenza che non trova nessuna giustificazione.

mercoledì 2 dicembre 2009

Siamo alle solite!


Le ultime parole famose:

carlo frisina ha detto...
Chiedo scusa a nome di tutti per non aver comunicato i punti dell'ordine del giorno del consiglio comunale vi prometto che il prossimo consiglio che si terrà giorno 28 c.m. sara' publicato sul sito ufficiale del comune e sul mio sito www.oppidomamertina.com.
il consigliere di maggioranza carlo frisina
20 settembre 2009 23.09


Avevamo già criticato la scarsa pubblicità delle sedute del civico consesso (Thread del 20/09/2009). L'attuale amministrazione comunale aveva garantito la dovuta informazione sulla data e l'orario della convocazione del consiglio comunale. Purtroppo assistiamo ancora una volta ad un totale disinteresse verso quei cittadini che vorrebbero seguirne i lavori (possibilmente di pomeriggio). Non solo, su problematiche di vitale importanza per la nostra comunità (vedi Ospedale) che richiederebbero un coinvolgimento di tutta la popolazione, veniamo a conoscenza di incontri ( o passerelle) con politici locali e regionali solo dalla lettura di giornali locali.

lunedì 9 novembre 2009

Influenza A: attenti a chi specula in farmacia sull’inutile test fai da te

Un avvertimento per tutti quelli che in questi giorni sono preoccupati dalle notizie sull’influenza A. Nelle farmacie gira un test “fai da te” che dice se nel proprio muco nasale è presente il virus dell’influenza e quindi se si è malati. Attenzione però alla fregatura. L’informazione riguarda l’influenza generica: cioè il test dice che si è malati, ma non specifica di quale tipo di influenza si tratta, potrebbe quindi essere, come nella stragrande maggioranza dei casi, l’influenza generica. Ora, siccome tutti quelli che fanno il test lo fanno in particolare per sapere se sono affetti da influenza A, è bene chiarire che questo obiettivo non si raggiunge in questo modo. Tra l’altro il test, che è prodotto da un’azienda tedesca, costa anche 14,50 euro, una spesa non indifferente, che vi potete tranquillamente risparmiare. Il consiglio, semplice ma di buon senso, è quello di recarsi dal proprio medico di base e di concordare con lui le cure da adottare. Insomma, evitiamo inutili allarmismi e cerchiamo di usare la normale prudenza utilizzata tutti gli anni per difenderci dall’influenza e per curarla.
E' ancora una volta AltroConsumo a mettere in guardia dalle insidie dei prodotti creati appositamente per l'influenza suina. Ma come si legge nella rivista "la confezione indica che il test rileva "la presenza degli antigeni dell'influenza di tipo A e B, compresi i ceppi suini e aviari"".Ciò significa che prelevando del muco dalla cavità nasale, il test sarà in grado sì di segnalare la presenza eventuale di un virus influenzale, ma non di chiarire quale. A, B e C sono i tre principali tipi di virus influenzali. La suina, come l'aviaria, sono dei sottotipi del tipo influenzale A. Il kit del "medico fai da te" permetterà, in buona sostanza, di capire se quell'organismo è entrato in contatto con il malanno stagionale per eccellenza. La curiosità di quanti vogliano scoprire in questo modo se venuti o meno in contatto con il virus pandemico A/H1N1 non verrà dunque soddisfatta.
fonte:

giovedì 22 ottobre 2009

Vuoi vedere che ci fregano il Nuovo Ospedale?


Ci ha preoccupati un interessante articolo apparso su "Il Quotidiano della Calabria" di domenica scorsa che aggiunge un altro tassello alla delicata quanto ingarbugliata questione della costruzione del Nuovo Ospedale della Piana. Aspettavamo delle precisazioni, delle assicurazioni, ma nulla di tutto questo si è sentito o letto in questi giorni. Dopo aver praticamente chiuso gli ospedali di Oppido, Taurianova e Palmi e aver ridotto le postazioni di Guardia Medica in funzione del Nuovo (o unico?) Ospedale della Piana, sulla stampa sempre più spesso si leggono pressanti interventi di autorevoli politici (e non) sulla "necessità" di costruire un nuovo ospedale nella città di Reggio Calabria. Vuoi vedere che alla fine resteremo come al solito fregati!

Nessuna reazione alla ventilata ipotesi che il nuovo ospedale prenda la via del capoluogo
Sanità, il silenzio della politica
Immobilismo di istituzioni e partiti davanti al caos sul parco agrario di Palmi
POLISTENA - Nemmeno una parola, nessun commento, zero spiegazioni. Il focus sul sistema Sanità nella Piana di Gioia Tauro lanciato da “Il Quotidiano” (che si concluderà nei prossimi giorni), sembra essere passato inosservato agli occhi della rappresentanza politica provinciale e regionale. Da destra a sinistra, le questioni sollevate dal nostro giornale paiono aver suscitato soltanto il silenzio di chi è chiamato a rappresentare i cittadini, a risolvere i loro problemi, a provvedere alle loro necessità, che in materia di sanità, sono certamente tante. Cosa ha risposto la nostra classe dirigente davanti alla notizia del possibile dirottamento dell’ospedale nuovo della Piana verso l'area di Reggio Calabria? Nulla. Eppure il rischio che la nuova struttura prenda la via del capoluogo, in nome di quell'area metropolitana concessa dal Governo Berlusconi, è serio. Le manovre intentate a tal fine da alcuni esponenti politici, denunciate dal segretario della Cgil di Gioia Tauro, Pasquale Larosa, non hanno suscitato alcuna reazione, né di smentita né di conferma. Lo stesso dicasi per la questione riguardante la localizzazione della nuova struttura. Per fortuna però, grazie all'azione del “Comitato spontaneo di cittadini pro Ospedale Unico della Piana”, ci sono le carte a parlare. E ciò che dicono non è per nulla confortante. Il parco agrario della scuola “G. Ferraris”di Palmi, dove dovrebbe nascere il nuovo ospedale, pare essere avvolto dal mistero. Nonostante la progettazione preliminare abbia preso il via da quasi un anno, il sito non è ancora nella disponibilità del demanio, come invece da più parte è stato affermato. In sostanza, l'Asp 5 ha fatto partire la fase progettuale considerando certa l'acquisizione del terreno, mentre il sovrintendente alla costruzione nominato dalla Regione parla solo di disponibilità della Provincia (titolare degli edifici scolastici) a cedere la struttura. Nemmeno davanti a questa confusione però, la politica ha ritenuto opportuno spendere qualche parola per fare chiarezza e rassicurare i cittadini che da due anni ormai sentono soltanto parlare del nuovo presidio ospedaliero. Che dire poi dell'ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, che dalla metà degli anni '70, periodo della sua costruzione, non ha mai ricevuto un soldo, che sia uno, da parte delle varie amministrazioni regionali susseguitesi? Ogni intervento realizzato in questi anni presso il nosocomio polistenese è stato finanziato con soldi provenienti dalle casse dell'Azienda Sanitaria Provinciale. Eppure, quello di Polistena, tra mille difficoltà, è l'unico ospedale in grado di dare delle risposte ai cittadini. Certo è che non si sa fino a quando il presidio potrà caricarsi il peso dei 180 mila cittadini del territorio, se non verranno pianificati al più presto interventi sulla struttura, in certi casi seriamente obsoleta e su cui nessuno mette mano da più di 35 anni. Nel caso di Polistena, la politica locale pare avere avuto una seppur piccola reazione, chiedendo essa stessa, come nel caso del Pdl, una spiegazione ai propri vertici regionali. Sembrano muoversi pure i sindaci, specie quelli di Polistena, Melicucco, SanGiorgio Morgeto e Cinquefrondi, che ne prossimi giorni paiono intenzionati a dare luogo ad un sit-in di protesta davanti al nosocomio. Intanto però, tra proclami mai concretizzati e casi di malasanità in cui qualcuno ci ha pure rimesso la vita, l'offerta sanitaria della Piana di Gioia Tauro prosegue nel suo perenne arrancare. Molte persone preferiscono affidarsi ai famigerati “viaggi della speranza” per trovare cure adeguate ai propri mali, non avendo sul posto strutture adeguate. Tutto questo, in attesa che la politica si decida a dire a chiare lettere che cosa ne sarà del futuro della salute dei cittadini della Piana.
Domenico Galatà - Il Quotidiano - Domenica 18 ottobre 2009

lunedì 19 ottobre 2009

Una grande verità


Il ministro dell'Economia: «Meno cogestione e più compartecipazione nelle imprese»
Tremonti: «Mobilità non è un valore, il posto fisso è la base per progetto di vita»
«L'incertezza e la mutabilità lavorativa per alcuni sono un valore in sé, ma non per me»

MILANO - Il posto fisso è la base sulla quale costruire un progetto di vita e la famiglia, in quanto la mobilità lavortiva non è un valore di per sé. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, chiudendo i lavori di un convegno organizzato dalla Bpm. «Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia», ha affermato Tremonti.
POSTO FISSO - «La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no. C'è stata una mutazione quantitativa e anche qualitativa del posto di lavoro, da quello fisso a quello mobile», ha aggiunto il ministro. «Per me l'obiettivo fondamentale è la stabilità del lavoro, che è base di stabilità sociale».
COMPARTECIPAZIONE - «Questo Paese ha meno bisogno della cogestione e più bisogno della compartecipazione da parte dei lavoratori nelle imprese», ha proseguito Tremonti. «La cogestione, come nascita di figure imprenditoriali miste, mi sembra meno positiva, mentre credo sia più positiva l'informazione sulla gestione dell'impresa. Il meccanismo compartecipativo può anche avere forme diverse. Per esempio, un favore fiscale sulla detassazione degli straordinari».
COMMENTI - Al convegno erano presenti anche i segretari confederali dei tre princiali sindacati italiani. «Sulla mobilità chiedete un commento all Confindustria», ha detto Guglielmo Epifani (Cgil). Luigi Angeletti (Uil): «Tremonti parla come se fosse un nostro iscritto. Non so se gli farà piacere, ma è così».
19 ottobre 2009 (http://www.corriere.it/)


Per la prima volta ci troviamo in completa sintonia con il ministro Tremonti.
Era ora, finalmente ci si è reso conto che con la riforma del mercato del lavoro è cresciuta l'incertezza e la disoccupazione. Probabilmente l'intento del povero Biagi era quello di creare maggiori opportunità di lavoro per i giovani ma di fatto è cresciuta la precarietà che non consente di poter programmare nemmeno a breve termine il proprio futuro. Contratti a termine, contratti a chiamata, contratti a progetto, LSU, LPU ecc., non hanno fatto altro che rendere meno sicuro il proprio avvenire. Ci auguriamo che dopo questa dichiarazione il governo riesca concretamente a varare dei provvedimenti seri a tutela dei lavoratori e sopratutto dei giovani per dare loro una speranza di un futuro migliore.




venerdì 16 ottobre 2009

Ricordando Francesco Fortugno a 4 anni dalla sua morte

Il presidente Napolitano scrive alla famiglia di Franco Fortugno
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto ai familiari di Franco Fortugno ribadendo come «il modo migliore per onorare il sacrificio del consigliere regionale è mantenere alto e costante il contrasto alla mafia»
15/10/2009 «Il modo migliore per onorare il sacrificio di Francesco Fortugno e dei tanti caduti per mano di mafia consiste nel mantenere alto e costante l'impegno a contrastare ogni sorta di intimidazione e di attacco». È una parte del messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fatto pervenire alla famiglia del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria ucciso il 16 ottobre del 2005 a Locri. E domani a Locri, per ricordare Fortugno, arriverà il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il vicepresidente della Camera dei deputati, Maurizio Lupi. Le celebrazioni avranno inizio alle ore 9,30 a Palazzo Nieddu del Rio dove verrà deposta una corona di fiori nel punto preciso dove Francesco Fortugno cadde sotto i colpi sparati dal killer della 'ndrangheta. Dopo il rituale minuto di raccoglimento, la giornata proseguirà presso l’Auditorium del Centro Salesiani. Subito dopo la proiezione di un film-testimonianza prodotto dal Ministero della pubblica istruzione, sono previsti gli interventi del ministro Alfano e del vicepresidente della Camera, Lupi. Seguirà la presentazione del libro di Giuseppe Fava sulla vita e il pensiero di Francesco Fortugno e la tavola rotonda sul tema «Legalità, parliamone!», alla quale parteciperanno, tra gli altri, il magistrato Nicola Gratteri e Lorenzo Diana della Fondazione Caponnetto. Il gruppo di Addiopizzo junior di Palermo presenterà la canzone «Contro Pizzo Rap». Nel pomeriggio, alle 15,45, una solenne santa messa di commemorazione chiuderà le celebrazioni a Locri del IV anniversario della morte di Francesco Fortugno. Numerosi sono i messaggi che continuano a pervenire alla parlamentare Maria Grazia Laganà, vedova di Fortugno, e alla famiglia. Oltre a quello del presidente Napolitano, c'è il messaggio del presidente del Senato, Renato Schifani, che a nome suo personale e dell’assemblea di Palazzo Madama, rivolge il suo «commosso pensiero alla famiglia e a tutti i calabresi che si stringono attorno al ricordo di Francesco Fortugno, e rinnovare la memoria del suo sacrificio. Messaggi, ancora, dal Ministro della difesa, Ignazio La Russa e da Francesco Rutelli, il quale scrive:"Coltivare la memoria significa mantenere ferme le intenzioni ed i valori. Questo clima politico non aiuta certo una riflessione serena sul valore della legalità e sui principi della responsabilità. L’auspicio è che presto si possa tornare a costruire quello spazio civile e politico del quale Franco è stato un indimenticabile protagonista».

Il Quotidiano della Calabria 15/10/2009





mercoledì 14 ottobre 2009

Finalmente!

FINALMENTE SI PASSA!

Era ora! Non nascondiamo l'emozione nel percorrere un tratto di strada che facilita notevolmente i collegamenti con il resto della piana.

Anche se provvisoria, la pista creata accorcia notevolmente le distanze permettendo di raggiungere Amato in circa metà tempo.

Siamo sicuri che per i cittadini di Oppido Mamertina (e non solo) questo sia uno dei giorni più importanti degli ultimi anni.

Pubblichiamo alcune foto del percorso che porta allo svincolo per Varapodio, che ci permettono di osservare (e valutare) anche gli interventi (anche questi migliorabili ) del manto stradale.

Ci affidiamo alla clemenza del tempo anche se le condizioni metereologiche sono previste in netto peggioramento.

Speriamo solo che il tragitto non resti definitivo e che il ponte sul Marro sia completato prima del ponte sullo stretto di Messina.

Raccomandiamo le Amministrazioni interessate a vigilare sul coretto svolgimento dei lavori.

Aspettiamo con ansia il completamento dei lavori sulla strada della Ferrandina per poter finalmente percorrere in sicurezza uno tra i più pericolosi tragitti della provincia reggina.

mercoledì 7 ottobre 2009

In attesa di Giustizia


Scutellà, processo a Reggio
Quasi tutto da rifare il procedimento per la morte del ragazzino di Scido
A due anni dalla morte in ospedale del piccolo Flavio Scutellà, è quasi tutto da rifare il procedimento giudiziario a carico degli undici sanitari sui quali pende una richiesta di rinvio a giudizio. Il gup del Tribunale di Palmi, infatti, ha accolto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dai legali degli imputati e, in considerazione del fatto che il decesso per il sospetto caso di malasanità era avvenuto nel nosocomio di Reggio Calabria, ha disposto l’invio degli atti alla Procura della città dello Stretto. Nel capoluogo e non a Palmi, quindi, un altro magistrato ripresenterà la richiesta di rinvio a giudizio già perfezionata dal pubblico ministero Stefano Musolino e un giudice diverso stabilirà se si dovrà procedere o meno con il processo a carico di sanitari degli ospedali di Reggio, Polistena e Catanzaro. L’udienza di ieri, durante la quale si sono registrati due lunghi aggiornamenti viste le richieste tecniche avanzate dagli avvocati Francesco Iacopino, Girolamo Albanese e Renato Vitetta, è servita soprattutto per la discussione in merito alle richieste di costituzione di parte civile, visto che il gup Daniela Tortorella ha considerato preliminare a tutte le altre l’eccezione sollevata circa la sua incompetenza nel giudizio. Il processo, che è nato a Palmi perché alla Procura cittadina si erano rivolti nell’ottobre 2007 Alfonso e Maria Scutellà - i genitori del 13enne morto dopo il trasporto d’urgenza dall’ospedale di Polistena e 4 giorni di coma - riprenderà quindi a data da destinarsi a Reggio Calabria. Prima di decidere sul trasferimento degli atti, il gup si era ritirata anche per valutare le istanze di parte civile presentate. Come era stato anticipato nei giorni scorsi in un botta e risposta al vetriolo con lettere aperte, la Regione non si è costituita parte civile e il fatto ha suscitato - a margine dell’udienza la reazione polemica di Alfonso Scutellà che ha parlato «istituzioni latitanti» e «promesse non mantenute da parte di Loiero». Il gup ha ammesso la costituzione di parte civile dei genitori e dei quattro fratelli minori del bambino, respingendo le istanze presentate dai tre nonni perché assenti in aula. Il giudice, contestualmente, ha accolto la domanda presentata dal Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanza attiva costituitasi tramite l’avvocato Vito Crimi. Come per gli altri casi di malasanità ripetutisi in Calabria, anche quello che riguarda la morte del ragazzo di Scido sta vedendo impegnati una pletora di avvocati mobilitati da diverse parti della regione, tanto che l’udienza di ieri si è dovuta tenere nell’aula bunker, la più capiente tra quelle di cui dispone il tribunale palmese

AGOSTINO PANTANO - Calabria Ora 07/10/2009

Siamo vicini alla famiglia Scutellà costretta a subire questa ennesima beffa.

sabato 3 ottobre 2009

l’Italia che si sbriciola


Incuria e abusi, l’Italia che si sbriciola:
rischi idrogeologici in 7 Comuni su 10
Le colpe dell'amministrazione dietro i disastri ambientali. Da Nord a Sud edifici realizzati in zone di esondazione.
ROMA — «La natura non fa scon­ti. Prima o poi, gli errori ricadono addosso a chi li ha compiuti. Semi­nando la morte, come vediamo a Messina». Vittorio Cogliati Dezza presiede «Legambiente» ma inse­gna storia e filosofia: e si sente. Nu­meri e cifre, nella loro durezza, con­fermano la sua tesi: più il territorio italiano è sfruttato, martoriato, mal­governato, più l’Italia si sbriciola e si impantana in una melma che in­goia vittime, provoca crolli, disper­si, assenza d’acqua potabile, quindi disperazione. Proprio Legambiente certifica che nel 77% dei comuni so­no state costruite abitazioni e nel 56% fabbricati industriali in aree a rischio. Ancora numeri, eloquentis­simi. 5.581 comuni italiani a ri­schio idrogeologico di cui 1.700 per frane, 1.285 per alluvioni, 2.596 per frane e alluvioni insieme. Nella sola Sicilia, 272 comuni a rischio e 91 nel Messinese. Il record appartie­ne al Piemonte con 1.046 comuni in pericolo, l’opposto della Sarde­gna che ne registra appena 42.
Proprio vero. La natura non fa mai sconti. Ciò che riceve, restitui­sce. Nel bene come nel male. Una terra tutelata restituisce una sicura protezione idrogeologica. Una terra violentata non può far altro che produrre altra violenza. Non per­ché sia matrigna ma perché l’uomo le ha sottratto gli strumenti per pro­teggere proprio se stesso. Non c’è bisogno di evocare lo spettro di Sarno, con le sue 140 fra­ne e i suoi 137 morti nel maggio 1998. Basta guardare a tempi più re­centi. Per esempio quest’anno. Fra­ne e quattro morti al Nord, due a Borca di Cadore (18 luglio). Due vit­time nel Trapanese per un nubifra­gio (2 febbraio). Due operai morti sotto una frana a Caltanissetta (28 gennaio). Frane in tutto il Sud, chiusi 60 chilometri di autostrada (29 gennaio). Due morti e quattro feriti per una frana sulla Saler­no- Reggio Calabria (25 gennaio). Poco prima, alla fine del 2008, gli spettacolari danni e l’autentico ter­rore di Roma per la clamorosa pie­na del Tevere (dicembre 2008). In­ferno d’acqua a Cagliari, tre morti (22 ottobre). Maltempo: due morti, Valtellina isolata (13 luglio). Po e Dora, rotti gli argini, ponti bloccati e scuole chiuse. E si potrebbe conti­nuare tristemente così, con titoli sempre uguali, lì a dimostrare che la natura non fa sconti.
Accusa Giulia Maria Crespi, presi­dente del Fondo per l’Ambiente Ita­liano: «C’è totale indifferenza verso il paesaggio e le sue regole. Paesag­gio vuol dire anche assesto idrogeo­logico. Ma come si fa quando l’agri­coltura è totalmente abbandonata, i corsi d’acqua e i boschi non vengo­no curati, le colline sono tagliate senza curarsi delle vene idriche, si costruisce dissennatamente nei po­sti più sbagliati? Poi arriva la cata­strofe e si piange... Non si capisce che un paesaggio rispettato non fa­vorisce i ricchi snob che vogliono il loro panorama ma produce turi­smo, agricoltura, ricchezza».

Ancora Cogliati Dezza aggiunge un elemento importante alla sua analisi: «Comuni del Nord e del Sud hanno permesso di edificare in aree di esondazione. Il pericolo cre­sce perché, come i climatologi inse­gnano, siamo definitivamente en­trati in una fase in cui i fenomeni atmosferici sono più violenti e im­prevedibili. L’essenza dei nuovi pro­blemi idrogeologici è tutta qui: in tre giorni può cadere la stessa quan­tità di pioggia di un’intera stagio­ne. Guardiamo cosa è accaduto l’an­no scorso a Roma col Tevere e a Ca­gliari». Unico dato positivo, secon­do Cogliati Dezza, una nuova sensi­bilità diffusa tra i cittadini comuni che ormai individuano, dice, nel­l’abusivismo edilizio la vera causa dei disastri. Non si spiegherebbe di­versamente la chiarezza con cui don Giovanni Scimone, parroco di Giampilieri (quindi non un geolo­go), ha sintetizzato ciò che è acca­duto alla sua gente: «Le colline so­no prive di alberi, in parte distrutti dagli incendi, in parte tagliati per edificare, non sono stati costruiti muri di contenimento. Tutto que­sto comporta che una pioggia più violenta fa venir giù le frane».

Ma se lo capisce il parroco di un piccolo centro, troppo spesso a non (voler) comprendere sono le amministrazioni locali. Accusa Ve­zio de Lucia, urbanista, autore di molti piani regolatori, ex assessore all’urbanistica di Napoli: «Solo a Ro­ma sono in esame 85 mila doman­de di condono presentate tra i pri­mi anni Novanta e il 2003. Ciò signi­fica che l’abusivismo dilaga sotto le amministrazioni e i governi di ogni segno politico. La corresponsabili­tà è generale». Quasi un marchio culturale collettivo, ovviamente de­teriore. De Lucia ricorda che «qui l’Italia segna una fortissima diffe­renza col resto dell’Europa. Poiché non intendo assumere un atteggia­mento che potrebbe sfiorare il razzi­smo antropologico, dirò che siamo di fronte a un problema di scarsissi­mo rispetto delle leggi. Nel resto d’Europa l’abusivismo o non c’è o si registra in forme assolutamente marginali». Cosa fare? De Lucia ha una solida anima progressista ma non ha paura di una parola: «Occor­re semplicemente la repressione, che manca completamente. Perché parliamo di reati gravi che vanno repressi. Invece il fenomeno conti­nua a crescere. Nell’indifferenza ge­nerale». Già, l’indifferenza. Nemmeno l’abusivismo riguardasse solo chi lo produce e non si trasformasse in­vece, come realmente accade, nel depauperamento di un patrimonio collettivo che la Costituzione ci im­pone di salvaguardare (articolo 9: «La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione»).

Alessandra Mottola Molfino pre­siede da pochi giorni «Italia no­stra». Ma è prontissima a esprime­re la sua opinione: «Prima di costru­ire nuove cubature, sarebbe assai meglio riassestare le vecchie costru­zioni e soprattutto occuparsi della cura del territorio. Ma sembra im­possibile ragionare così». La neo­presidente aggiunge un altro tassel­lo a un quadro già disperante: «Da anni 'Italia nostra' produce docu­menti realizzati da eccellenti profes­sionisti nostri associati. Materiale inviato al governo e alle ammini­strazioni locali. Ma nessuno ci ascolta, eppure è tutto già scritto lì....». Vi accusano di essere contro lo sviluppo, nemici di qualsiasi ipo­tesi di edificabilità. «Falso. Noi chie­diamo solo di intervenire dopo aver analizzato attentamente le ca­ratteristiche del luogo e il suo livel­lo di sostenibilità. Ma a proposi­to... ». A proposito? «Noi di 'Italia nostra' siamo stati sempre fiera­mente contrari alla costruzione del Ponte sullo Stretto. Ora qualcuno dovrà spiegarci con quale coraggio, dopo una simile catastrofe, si può immaginare di dar vita a una simile grande opera su un territorio tanto gravido di pericoli e di incognite».

Paolo Conti
03 ottobre 2009 - www.corriere.it

lunedì 28 settembre 2009

Ma la provincia che fa?


Ci stiamo avvicinando all'inverno. La situazione viaria diventa sempre più difficile. Non bastava la Ferrandina (è vero i lavori sono FERMI!!!!), il ponte Marro (si aspetta l'intervento dell'Enel per spostare un cavo) anche la strada che porta a Varapodio, esattamente dopo il ponte "da gutti", rischia di cedere. Una grossa buca ormai da giorni fa mostra di se. L'unico intervento che c'è stato, come del resto sta succedendo ormai da mesi per il ponte dopo Terranova, e stato quello di transennare con della rete di plastica ed un po di nastro per delimitare la zona.

E' inconcepibile che l'ente preposto, la Provincia, non intervenga immediatamente per mettere in sicurezza l'unica strada che ormai ci collega al resto della piana. Ricordiamoci che oltre ai pullman di studenti che ogni giorno transitano su questa strada, considerato che ormai il PIP di Oppido è praticamente chiuso, da qui passano le ambulanze che trasportano gli ammalati verso il Pronto Soccorso di Polistena e verso gli altri presidi regionali .


Sollecitiamo il nostro Sindaco, nonchè Presidente della Comunità Montana, e tutti gli altri Sindaci del comprensorio ad intervenire con forza presso la provincia per fare in modo che si sblocchi la situazione di stallo della strada della Ferrandina, del Ponte Marro e per un intervento immediato per il ripristino delle condizioni di sicurezza su questa strada, assolutamente non idonea al volume di traffico attuale, ma che comunque è rimasta l'unico e vero collegamento con il resto del paese.

domenica 20 settembre 2009

Consiglio Comunale per pochi intimi


Secondo il D.Lgs. 267/2000 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali) il Consiglio comunale è l'assemblea pubblica rappresentativa di ogni Comune, ente locale previsto dall'art. 114 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Sarebbe buona norma pubblicizzare ed avvisare i cittadini della convocazione affinchè la popolazione possa essere informata preventivamente e compiutamente sulle attività del civico consesso, e possa essere pienamente partecipe del lavoro e delle scelte operate degli organi collegiali delegati a rappresentarla. Non ci risulta che l'amministrazione abbia affisso manifesti o anche solo pubblicizzato sul sito istituzionale del comune, la data, l'orario e l'ordine del giorno. Non solo, aver fissato un orario antimeridiano ha ulteriormente impedito ai (purtroppo) pochi interessati di poter seguire i lavori. Crediamo che una amministrazione insediatasi da poco abbia tutto l'interesse a far conoscere le linee programmatiche del proprio programma amministrativo ed instaurare un rapporto di apertura e trasparenza con i cittadini che amministra.

domenica 13 settembre 2009

Calabria avvelenata

Trovata la nave dei veleni. Nel Tirreno cosentino il robot scova un relitto. Ci sono dei bidoni sospetti.La cercavano da giorni e alla fine l’hanno trovata. Nel Tirreno cosentino, a una ventina di miglia dalla costa di Cetraro, ad una profondità di oltre 400 metri, c’è un relitto. Si tratta della nave dei veleni di cui aveva parlato un collaboratore di giustizia che aveva raccontato ai magistrati di avere partecipato all’affondamento di un mercantile. Per il procuratore della Repubblica di Paola, Bruno Giordano, è forte il sospetto che possa essere una “nave a perdere” affondata dalla ’ndrangheta per smaltire rifiuti tossici e radioattivi.
Un intreccio di interessi che estende i propri tentacoli anche oltre i confini nazionali per interessare rapporti con paesi africani. Una pista di indagine pericolosa, la cui piena attendibilità è stata drammaticamente avvalorata dagli omicidi della giornalista del tg3 Ilaria Alpi e del collega operatore Miran Hrovatin a Mogadiscio nel marzo del 1994. Anche la Calabria al centro di questi traffici, in cui è fortemente probabile il coinvolgimento della ‘Ndrangheta. I rifiuti tossici sono la nuova fonte di guadagno da parte della ‘ndrangheta e non più solo monopolio della camorra. Le responsabilità sono anche degli imprenditori del Nord, quelli che fingono di essere socialmente responsabili e poi per pagare la metà di tasse sui rifiuti si affidano alle mafie per smaltire il loro “schifo” tossico e puzzolente imputridendo le terre e gli animi altrui.

L' Aspromonte non sembra immune a tali traffici. L'alta incidenza di malattie tumorali nei nostri paesi e le voci su presunti avvistamenti notturni negli anni passati di Camion e Tir nei boschi delle nostre montagne alimentano i timori di presunti sotterramenti di materiale tossico e/o radioattivo. Ricordiamo l'allarme lanciato all'inizio dello scorso anno dall'allora Sindaco di Cosoleto al Ministro della salute, al prefetto di Reggio, al procuratore della Repubblica di Palmi, ai presidenti della Regione e dellla Provincia e al direttore generale dell'Asp di Reggio Calabria, per accertare ed individuare eventuali fonti di inquinamento radioattive esistenti in territorio preaspromontano e per avviare uno studio approfondito sui dati relativi al numero di decessi per cancro, leucemia e malattie cardiovascolari registrati in Cosoleto negli ultimi dieci anni. Ci domandiamo se mai è stata avviata una ricognizione aerea delle nostre montagne per l'individuazione (come tragicamente noto per le fosse comuni della guerra del Kosovo) di strati di terreno modificati dalla mano criminale dell'uomo. Non vogliamo lanciare allarmismi inutili, ma le notizie di questi giorni ci preoccupano notevolmente. Vorremmo sapere se da parte dell'ASP di Reggio Calabria esiste ed è aggiornato un database con le morti causate da malattie tumorali del nostro territorio (senza riportare la classica e purtroppo ovvia dicitura diagnostica di "arresto cardiocircolatorio" ) per il confronto con i dati nazionali. Saremo tutti più tranquilli nel sapere di studi ed indagini (anche delle Corpo Forestale dello Stato ) che riguardano l'analisi dell'aria, del terreno e delle acque della nostra montagna.

venerdì 11 settembre 2009

La Giunta Regionale approva il Piano 2010-2012

11/09/2009 La Giunta regionale della Calabria, che si è ritenuta ieri sotto la presidenza di Agazio Loiero, ha approvato il Piano di riqualificazione e riorganizzazione del servizio sanitario regionale ai sensi dell’articolo 1, comma 180, della legge 13 dicembre 2004, nr. 311. Il Piano di rientro sarà presentato al Governo nei prossimi giorni.L'obiettivo strategico del Piano 2010-2012, «è la riqualificazione e il miglioramento dell’intero sistema sanitario regionale». L’attuale sistema, è scritto nella nota, «mostra diffusi e cronici punti di criticità che implicano livelli mediamente modesti di assistenza e di tutela del diritto alla salute dei calabresi. Ciò impone una riforma strutturale del sistema in modo da garantire standard di sicurezza e di qualità per tutti i cittadini, in particolare per i più deboli. Il Piano aspira a costruire un sistema sanitario con caratteristiche organizzative e qualitative in linea con quelli medi nazionali». Il Piano proposto dalla Giunta Regionale, con il sostegno tecnico e scientifico dell’Agenas e di Kpmg, prosegue la nota, «ha tutte le caratteristiche per scongiurare l’ipotesi di commissariamento della sanità regionale. Il commissariamento non è la soluzione ai problemi della sanità calabrese come l'esperienza ha dimostrato, in Calabria ed in Italia. Il commissariamento è una grave ferita istituzionale senza benefici evidenti per la collettività; per questo la Regione Calabria si oppone con determinazione».Il Piano, organizzato in nove obiettivi generali, 22 obiettivi specifici, 49 obiettivi operativi e 89 azioni-interventi, è prioritariamente orientato a conseguire miglioramenti significativi nelle aree strategiche dell’intero sistema: assistenza territoriale; rete ospedaliera; farmaceutica; personale. «Il primo e più importante miglioramento che il Piano vuole conseguire consiste nel potenziare e qualificare i servizi più vicini ai cittadini, ossia quei servizi territoriali che consentono di soddisfare i bisogni diffusi di assistenza sanitaria in loco e che dunque possono limitare i ricoveri ospedalieri impropri. Il secondo miglioramento atteso è la riqualificazione della rete ospedaliera attraverso: a) un potenziamento dell’offerta riabilitativa e di lungodegenza rispondente ai fabbisogni di una popolazione sempre più anziana;b) una riorganizzazione dei presidi ospedalieri di piccole dimensione per accrescere sicurezza, appropriatezza delle prestazioni, efficienza organizzativa; c) dismissioni di reparti insostenibili sotto il profilo della sicurezza e della qualità dell’assistenza, in particolare per le aree chirurgiche e punti nascita; d) l'aumento delle prestazioni sanitarie appropriate. Il terzo miglioramento consiste nel promuovere e conseguire un uso più congruo e appropriato dei farmaci, evitando abusi e consumi inutili e dannosi, nonchè un sistema di acquisti da parte delle aziende sanitarie più efficiente e trasparente. Il quarto e ultimo miglioramento attiene ad un idoneo utilizzo delle risorse umane attraverso una più oculata politica del turn-over, un’immissione di personale, soprattutto sanitario, più giovane e motivato, e promuovendo la ricostruzione di vere e proprie "scuole" ospedaliere». A queste quattro aree strategiche, il Piano affianca altre quattro azioni di sistema: struttura organizzativa dipartimentale; meccanismi di monitoraggio e controllo; politica degli acquisti; formazione del personale. Il Piano prevede un rafforzamento significativo degli assetti organizzativi del Dipartimento della salute soprattutto in direzione delle aree economico-finanziaria, produttivo-gestionale, epidemiologica, farmaceutica e legale-contrattualistica. Contemporaneamente, il Piano individua un insieme di azioni rivolte a creare un sistema organico di monitoraggio dei flussi informativi in modo consentire un efficace controllo gestionale. Il Piano, secondo quanto riferito nel comunicato, prevede, altresì, una progressiva centralizzazione degli acquisti al fine di conseguire economie di scala ed allineare i costi a quelli medi nazionali nonchè di accrescere la trasparenza informativa e procedurale, soprattutto attraverso il funzionamento pieno della Stazione unica appaltante che già nei prossimi mesi consentirà di ottenere i primi corposi benefici. Infine, il Piano prevede la costruzione di un sistema di formazione e di aggiornamento sistematico del personale sanitario e amministrativo finalizzato a potenziare l’insieme delle capacità professionali». «Il complesso delle azioni e degli interventi del Piano porterà nel 2013, anno a regime, all’equilibrio di bilancio del sistema sanitario regionale, che consentirà da un lato di non incrementare il debito cumulato e, dall’altro, di utilizzare per usi alternativi la leva fiscale regionale»

venerdì 4 settembre 2009

Chi non vuole l' Arcobaleno?

Sentiamo l'esigenza di partecipare anche noi al dibattito in corso sul futuro del movimento "ARCOBALENO" che ha sostenuto e fatto vincere le elezioni alla passata amministrazione comunale.
E' fuor di dubbio che l'Arcobaleno ha rappresentato nell'ultimo decennio una novità importante per la nostra collettività, per il modo nuovo di intendere la politica e per essere riuscito a coinvolgere direttamente persone che fino a quel momento non avevano nulla a che vedere con la cosa pubblica. Ma soprattutto per essere riuscito ad interessare centinaia di persone che credevano in quel progetto politico.
Cosa è successo? Perchè c'è stata quasi "repulsione" verso questo movimento che ha portato alla sconfitta elettorale?
A nostro avviso queste sono le principali cause del declino:


L'assegnazione di deleghe "fantasiose" trattenendo per se e per pochi intimi le deleghe più prestigiose ed importanti, hanno creato degli scontenti, non solo, ma hanno negato la possibilità a chi ne aveva voglia di potersi confrontare e crescere politicamente facendo esperienze utili per continuare il percorso intrapreso. Non solo l'accumulo di deleghe dell'ex Sindaco (nonostante abbia fatto l'impossibile) ha inevitabilmente creato dei vuoti istituzionali nei momenti di bisogno.


Sdoppiando la tradizionale delega "Sport, Turismo e Spettacolo" e favorendo la "fazione" a lui più vicina, l'ex Sindaco (& C. ) ha accentuato le problematiche politico/amministrative dei due consiglieri interessati (già compromessa sul piano personale) e creato delle difficoltà ad entrambi per l'organizzazione degli eventi, finendo con lo "spingere" verso lidi più accoglienti uno dei contendenti perdendo sostegno amministrativo ed importanti consensi;



La gestione della "Questione Ospedale" è stata disastrosa. Abboccando all'amo lanciato dalla Direzione Generale dell' ASL (con il D.G. probabilmente partito con buoni intenti e poi "costretto" ad invertire la rotta da livelli superiori) e sperando su buoni rapporti personali, ha creato quel malcontento nella popolazione, anche molto vicina all'Arcobaleno, che ha visto nell'amministrazione non un valido supporto di lotta e di rivendicazioni ma addirittura un nemico che ne voleva la chiusura favorendo in questo modo chi abilmente è riuscito a creare ad arte uno strisciante ed interessato fiume di veleni. In verità successivamente c'è stato un ripensamento ed un cambio di strategia che però è stato tardivo e non più credibile.

Aver trascurato le piccole cose, i piccoli interventi per risolvere quei disagi dei cittadini, puntando su opere importanti si ma non essenziali per il vivere quotidiano. La gente chiedeva e chiede una gestione ottimale delle risorse idriche e dei rifiuti. Di trovare strade e marciapiedi puliti, illuminati e percorribili senza problemi. Insomma quai piccoli servizi che devono trovare rapida soluzione senza colpevoli ritardi per rendere la vita più serena.


Un'abile e riuscita campagna denigratoria sui danni causati dall'alluvione del dicembre 2008 e gennaio 2009 alla quale non si è saputo contrapporre una efficace e dettagliata informazione. Nonostante l'impegno costante e ben sapendo che la competenza è esclusiva della Provincia, sono stati addossati alla compagine amministrativa colpe e ritardi per il ripristino della viabilità.


Nonostante questi errori è imperdonabile scaricare il movimento in modo così semplicistico. Il dibattito in corso è importante e deve far riflettere sul suo ruolo e su quello della classe dirigente. Fondamentale per un confronto serio, per una partecipazione che va al di là delle beghe di Palazzo e con il coinvolgimento della gente (che vuole e deve sentirsi al centro dell'attività amministrativa) ha dimostrato in questi anni che è possibile, ma certamente non facile, amministrare in modo onesto e pulito. Gli uomini possono cambiare ma le idee devono continuare ad illuminare il percorso della nostra vita per dare più luce al futuro di Oppido e delle sue frazioni.



sabato 29 agosto 2009

E' davvero un Pronto Soccorso?

Gli ultimi, speriamo, episodi di una lunga serie di tragici eventi che hanno colpito la sanità calabrese ci spingono a riflettere sulla organizzazione strutturale e sulle competenze professionali che caratterizzano questi avamposti. Non possiamo accettare passivamente che chi si presenta presso questi presìdi per ricevere delle cure a volte riceva più danni che benefici. Ci dobbiamo affidare alla buona sorte sperando che a soccorrerci sia quel medico piuttosto che un'altro. E' successo che per dei punti di sutura si sia dovuto richiedere l'intervento dell''amico medico, magari in congedo, per poter avere maggiori garanzie per una migliore riuscita dell'intervento. Spesso abbiamo assistito alla utilizzazione di medici che per la tipologia di incarico fino al momento espletata, non erano sicuramente pronti ad affrontare un incarico così delicato ed importante ma anche così rischioso. Il Pronto Soccorso essendo una struttura di assistenza sanitaria dedicata alle situazioni di urgenza ed emergenza è il primo presidio cui il paziente si rivolge. Essendo appunto variegata e vasta la tipologia delle situazioni cui bisogna far fronte, richiede personale medico ed infiermeristico con grandi capacità professionali ed umane. Non vogliamo sparare sul mucchio, riconosciamo la presenza di ottime profesionalità, ma chiaramente gli ultimi eventi indicano che spesso si interviene con superficialità, sottovalutando la reale situazione e trascurando l'esecuzione di ulteriori ricerche che possono indirizzare verso una corretta diagnosi. E' vero anche che il supporto tecnico deve essere adeguato all'importanza del ruolo. Ultimamente abbiamo assistito alla graduale trasformazione della maggior parte dei Pronto Soccorso in Punto di Primo intervento (nel nostro caso solo notturno) e al ridimensionamento della maggior parte dei laboratori di analisi in Punto Prelievo ingolfando i pochi rimasti di personale e di carico di lavoro con navette che continuamente fanno la spola tra i vari presidi, anche per una semplice glicemia, ritardando la possibilità di valutarne l'esito. Non solo, l'organizzazione del 118 non è ottimale. Ci sono stati degli episodi in cui si è dovuto ricorrere all'intervento delle forze dell'ordine (polizie e carabinieri) per poter ottenere l'intervento di una ambulanza. Modificando l'organizzazione possono cambiare le cose? O di una trasformazione radicale è ciò di cui si ha bisogno? Basta adeguare le strutture o è sulla professione sanitaria che bisogna intervenire? Con il nuovo (o unico) Ospedale della Piana (quando ci sarà) possiamo davvero avere una risposta alle richieste del territorio? Infine, la professione medica può essere considerata ancora una missione o è soltanto un mezzo per affermarsi socialmente?

martedì 25 agosto 2009

A quando il Museo Civico?

Ormai da troppi anni si aspetta l'apertura del Museo Civico di Oppido Mamertina. Quando l'inaugurazione sembrava imminente e le sollecitazioni della Sopraintendenza per i beni Archeologici più pressanti, nuovi problemi tecnici e strutturali ne rimandavano la data. Infatti la sede preposta, Palazzo Grillo, a causa di lacune progettuali e di carenze realizzative evidenziava ad ogni procedura di collaudo delle insufficienze che non lo rendevano conforme a tale destinazione. Ben ha fatto la passata amministrazione a trasferire nell'edificio già sede di Biblioteca Comunale, gli uffici della Polizia Municipale rendendo fruibile un'ampia ala del piano terra e restituendo decoro ad un cortile diventato impraticabile per gli escrementi dei volatili che ci albergavano. Non solo, il recupero di fondi residui e ulteriori finanziamenti hanno reso possibile interventi che stanno per completarsi. Il territorio di Oppido è ricco di attrattive archeologiche, storiche, ambientali e paesaggistiche. Da Mella a Torre Cillea e Torre Inferrata, da Oppido Vecchia a contrada Palazzo. Dalla stupenda Cattedrale alle chiese più piccole ma non per questo meno importanti (basti ricordare le scoperte del sottosuolo della chiesa di S. Giuseppe non ancora del tutto esplorato e sconosciuto ai molti), il nostro territorio può essere una golosa attrattiva per gli amanti del turismo culturale. Su questo deve puntare il nuovo Sindaco e tutta l'amministrazione. Con agli altri musei già esistenti (Museo Diocesano e il Museo didattico della civiltà contadina e artigiana) può rappresentare il volano per la realizzazione di un percorso culturale alla scoperta dei nostri "tesori".

venerdì 21 agosto 2009

CACCIA SI, CACCIA NO.

CACCIA SI, CACCIA NO.
Il 2 settembre si apre in Calabria la stagione venatorio 2009-2010 e nuovamente si inaspriscono le polemiche tra i sostenitori di tale sport e tra coloro che la vorrebbero abolire.
Com'è noto, i due referendum svoltisi sull'argomento nel 1990 e nel 1997, non hanno raggiunto il quorum necessario per consentirne l'applicazione, ma è significativo il risultato plebiscitario ottenuto contro la caccia tra i votanti:

Referendum 3/4 GIUGNO 1990
CACCIA: ABOLIZIONE NORME
% votanti: 43,4
% SÌ: 92,2
% NO: 7,8
CACCIA: ABOLIZIONE ACCESSO AI FONDI PRIVATI
% votanti: 42,9%
% SÌ: 92,3
% NO: 7,7

Referendum 15 GIUGNO 1997
CACCIA: ABOLIZIONE ACCESSO AI FONDI PRIVATI
% votanti: 30,2
% SÌ: 80,9
% NO: 19,1

Da molti considerata una pratica primitiva, selvaggia ed inutile trova nel nostro territorio numerosi estimatori pronti a ad impugnare la doppietta nonostante la riduzione dei giorni autorizzati e la lievitazione dei costi (tasse, assicurazione ecc.). E' bene ricordare anche tutto quanto gira intorno a questa pratica, dall'industria alle piccole imprese artigiane per la produzione di armi, munizioni ed attrezzature sportive nonchè il turismo venatorio anche internazionale (non crediamo sia il caso dei cacciatori oppidesi) per svariati milioni di euro all'anno.
Attualmente in parlamento giace (firmatario sen. Mario Orsi del PDL) un disegno di modifica della legge 157/92 sulla tutela della fauna e la disciplina della caccia. Tra le altre modifiche al testo di legge, la proposta contiene la norma sul rilascio di un patentino per sparare a 16 anni con fucile reso in comodato sotto la supervisione di un adulto cacciatore. Per molte associazioni ambientaliste è pericoloso prevederel’abbassamento dell’età della licenza di caccia quando la caccia è considerata, ovviamente, uno sport pericoloso,motivo per cui è obbligatoria l’assicurazione civile.
Un' altro aspetto da considerare è il dibattito in atto sulla proposta di abolizione dell'art.842 del del Codice Civile che permette ai soli cacciatori di entrare nella proprietà privata altrui. Questo stato di cose rappresenta per molti una violazione del principio di uguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione italiana, che devono godere tutti degli stessi diritti davanti alla legge (art. 3) e che devono vedere assicurato il loro diritto assoluto alla proprietà privata riconosciuta e garantita dalla Costituzione in maniera esclusiva (art. 42).

Ai lettori del blog chiedamo:
E' giustificabile l'uccisione di selvaggina a soli fini sportivi?
L’attività venatoria sportiva è qualcosa di diverso dal recarsi al Supermercato e comprare il pollo preconfezionato o l'arrosto per una grigliata con gli amici?

Non vogliamo criminalizzare i cacciatori ma pensiamo che un dibattito sereno possa aiutarci a comprendere meglio le motivazioni dei sostenitori di questa antica pratica o di apprezzare magari chi ne vorrebbe l'abolizione.

sabato 15 agosto 2009

Kernberg e il narcisismo oppidese

Aspetto fondamentale del tema del narcisismo, così come viene definito da Kernberg, è la differenza sostanziale tra il narcisismo normale (infantile o tratto di personalità nell’individuo adulto) e il narcisismo presente nei pazienti con una personalità narcisista, in questo ultimo caso il narcisismo assume una connotazione strettamente patologica. Egli sostiene, infatti, che il narcisismo dei pazienti affetti da disturbo narcisistico di personalità sia qualitativamente e quantitativamente diverso sia da quello presente sia negli individui sani, sia dal narcisismo primario infantile. (tratto da http://www.studiopsicologia.com/)
Siamo sicuramente rallegrati della elezione del Sindaco di Oppido Mamertina a Presidente della Comunità Montana Versante Tirrenico Meridionale di Delianuova, ma francamente l'affissione di manifesti autocelebrativi ci sembra inopportuna ed esagerata. Nel momento in cui il futuro delle C.M. è molto incerto e con la riduzione radicale delle rimesse statali e regionali il ruolo di questi enti è sicuramente ridimensionato. Inoltre l'uscita di scena dell'ex Presidente in modo così tranquillo e senza assessorato esterno di comuni "amici", preannuncia un ruolo di scarso rilievo per il futuro dell'Ente.
Sappiamo tutti che la lista Insieme per Oppido è stata voluta, amalgamata e plasmata personalmente dal Sindaco in carica per cui fargli seguire qualche lezione di modestia non sarebbe male.
Auguriamo al nuovo Presidente della C.M. buon lavoro con l'augurio che la Regione riesca a legiferare al più presto per dare specifiche competenze per la reale utilità di questi enti.

martedì 11 agosto 2009

Ponte sul Marro, partiti i lavori

L’opera, danneggiata dalle alluvioni invernali, dopo Ferragosto verrà demolita e ricostruita
Ponte sul Marro, partiti i lavori
Il progetto sarà uno dei primi a rispettare le norme antisismiche post-Abruzzo

di ANGELA GARIBALDI

VARAPODIO - E' ormai ufficiale e definitiva la notiziadell'inizio dei lavori di ricostruzione del Ponte Marro. Il dirigente tecnico della Provincia, Domenica Catalfamo, ha comunicato di aver provveduto ad effettuare l'aggiudicazione definitiva dei lavori ad un'Associazione Temporanea d'Imprese guidata da una società romana che sarà coadiuvata da alcune imprese locali. Dopo Ferragosto inizierà dunque l'esecuzione dell'opera previa demolizione del ponte pericolante, che dovrà essere ultimata entro maggio-giugno 2010. Altra notizia importante riguarda l'ipotesi di un percorso temporaneo richiesto dal Comune di Varapodio. La Provincia ha avviato l'iter tecnico per verificare la fattibilità: il presidente Giuseppe Morabito, con gli ingegneri Casile e Catalfamo ha fatto immediaditamente predisporre gli elaborati necessari da sottoporre alla valutazione dei tecnici competenti. In breve tempo dovrebbe risolversi, anche se in via temporanea, il ripristino dell'arteria che raccoglie il traffico proveniente dai centri a monte del tratto interrotto, verso le zone commerciali e l'imbocco autostradale dell'A3 Salerno - Reggio Calabria. Il settore viabilità ha attuato le direttive politiche della Provincia dando l'input all'inizio dei lavori mediante la cantierizzazione dell'opera. In data 31luglio, infatti, è stato firmato il verbale di consegna urgente dei lavori. Ildirettore Francesco Lamberto, ha informato che il ponte sarà realizzato in un'unica campata pari a 54 metri, sottolineando anche la complessità di esecuzione e l'innovazione del progetto, uno dei primi in Italia a rispettare le norme antisismiche varate dopo il terremoto in Abruzzo. (da Il Quotidiano della Calabria 11/08/2009)

venerdì 7 agosto 2009

Dopo le Miss, che fare?


Dopo la serata con la sfilata di belle ragazze e la proclamazione di Miss Oppido Mamertina (sic!) e tempo di pensare alle cose serie.


Vorremmo sapere quali sono gli interventi della nuova amministrazione presso la Provincia di Reggio Calabria per sollecitare la ditta che ha in appalto i lavori della Ferrandina (e del Ponte Marro) affinchè si proceda in modo più spedito (lavorando anche di notte se necessario) per il completamento della strada.

L'aver affidato alla Global Service i due appalti in modo diretto senza quindi procedere a gara doveva e deve imporre dei tempi e un impegno alla realizzazione delle due opere che fino al momento è mancato.
"L'estate sta finendo", cantavano i Righeira, e dopo i giorni di feste e festini si avvicina l'apertura delle scuole.
L'impegno deve esser quello di garantire che per tale data "almeno" la strada della ferrandina sia completata.

E l'Ospedale? Tutto l'impegno di cui si era parlato in campagna elettorale è andato a farsi friggere?

I due infermieri che fanno parte della nuova amministrazione comunale (Assessore alla Sanità e delegato al Turismo e Spettacolo) si sono impegnati tanto è vero solo a fare in modo di farsi trasferire presso presidi più graditi prima dell'annunciata chiusura.

Vergogna!!!!!!!!!!!

mercoledì 5 agosto 2009

Si è spenta l'artista oppidese Concetta Mazzullo

Ieri si sono svolti i funerali dell''artista Concetta Mazzullo che tanto lustro ha dato alla nostra cittadina.
Una breve biografia per ricordarla.
Concetta Mazzullo è nata ad Oppido Mamertina (RC). Pittrice, si è formata alla scuola del padre, noto scultore, pittore e poeta. Ha tenuto molte mostre personali a Roma, Salsomaggiore Terme, Oppido Mamertina, Palmi, Parigi, Hong Kong. Ha partecipato a moltissime rassegne in Italia, Francia, Inghilterra, Austria, USA, Giappone, Spagna, Malta, Germania, Hong Kong, Belgio, Jugo-slavia, Corea, Lussemburgo, Svizzera, Polonia, Svezia, Turchia, etc., ottenendo prestigiosi premi. Molti critici hanno scritto di lei, tra cui E. Bruzzi, V. Gubitosi, W. Sorrentino, G. Boulanger, F. Novelli, T. Ho Kit, Y. Kwang Ngah, E. Ordonez, M. Meozzi e molti altri. Pluriaccademica, recensita su giornali, riviste e nei principali cataloghi d’arte italiani e stranieri, sue opere si trovano in Musei, Accademie, Chiese e collezioni private in Italia e all’estero. «L’arte di Concetta Mazzullo è straordinariamente vitale, densa di drammatici rilievi; affronta con forte impegno temi legati all’esperienza dell’umanità contemporanea o al sacro, scandendo perentoriamente i contenuti in una figurazione vibrante. Forme e colori, equilibrati nel ritmo da spatolate decise e ben strutturate, tessono la trama di una narrazione ricca di pathos...» (S. Perdicaro)«Concetta Mazzullo si immerge completamente in un’arte pittorica che sa affrontare temi a noi molto cari e legati ad una problematica sociale propria dei nostri tempi, direttamente a con-tatto con una realtà quotidiana che l’artista affronta in prima per-sona per poter trarre motivi più significativamente esemplari di una crisi esistenziale che ha ormai invaso gran parte del mondo. I temi dell’emarginazione, della povertà, della tossicodipendenza, della solitudine vengono ripresi dall’artista con una significativa decisione di tratti che riesce a definirne con estremo verismo i par-ticolari più nascosti, riuscendo così a fissare sulla tela il ritratto di una società ormai in crisi e non più alla ricerca di verità sane ma deviate verso forme di piacere che si basano unicamente sul rag-giungimento del massimo soddisfacimento col minimo sacrificio, senza tener conto della falsità di queste promesse che ben presto si trasformeranno in dolore e abbandono». (Laura Capellini)

lunedì 3 agosto 2009

MOTORADUNO


Il motoraduno 2009 si concluso con il suono scoppiettante delle marmitte delle numerose motociclette che hanno invaso Oppido per due giorni. Due giorni di divertimento e spettacolo e con la presenza di belle ragazze che hanno deliziato la vista soprattutto a coloro i quali si sforzavano a dimostrarsi indifferenti.
Ben vengano queste manifestazioni che portano una ventata di allegria e spensieratezza e che se ben gestite riducono quelli che sono i disagi causati dal rumore e dalla confusione. Un plauso agli organizzatori che si sono sacrificati in questi due giorni per farci godere di uno spettacolo di suoni e colori.

domenica 2 agosto 2009

Eccoci



Benvenuti!!!
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Per questo vogliamo dare a tutti coloro che lo desiderano la possibilità di poter contribuire in modo garbato ed onesto alla crescita della nostra comunità sfruttando appunto il "mezzo" tecnologico d'eccellenza che ormai è presente quasi tutte le famiglie.
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